|
In aggiunta alla minuziosa descrizione fornitaci dal Targioni Tozzetti, esiste una rappresentazione pittorica dipinta sulla porta di un salottino. Questo dipinto mostra infatti un vero e proprio giardino settecentesco all'italiana costituito da tre grandi terrazzamenti che dal lato sud della villa scendono verso valle, il tutto cintato da un muro intonacato e smerlato a “U”. Nelle terrazze si vedono le siepi sagomate in disegni barocchi, grandi conche con limoni, statue e fontane. Si ritiene che questo dipinto non sia una “veduta ideale” ma piuttosto la rappresentazione fedele dell'originale giardino settecentesco; infatti i recenti restauri del giardino hanno permesso, di ritrovare parte dell'impianto originario del giardino all'italiana, le peschiere, le fonti d'acqua, i viali coperti e la ragnaia.
E' stato anche ritrovato, completamente ricoperto dalla vegetazione agricola di decenni, l'asse centrale e la metà di levante dei terrazzamenti dipinti nella veduta.
Con ogni probabilità l'altra metà speculare del giardino si perse quando, alla fine del XIX° secolo, venne costruita l'attuale strada che collega la valle di Fivizzano alla Garfagnana.
I Battini Rossi, proprietari all'epoca, vollero quindi realizzare una nuova strada di accesso alla Villa che tagliò il lato sinistro del giardino.
All'inizio del XIX° secolo, si affermava in tutt'Europa la moda del parco romantico all'inglese e l'allora proprietaria Felice Adami, donna colta, scrittrice ed amica del poeta fivizzanese Giovanni Fantoni, in Arcadia detto “Labindo”, fece piantare i grandi cedri atlantici che ora svettano maestosi davanti alla Villa, in assoluto fra i maggiori esemplari visibili in Lunigiana. Dobbiamo probabilmente a lei anche la costruzione del lungo viale che si diparte dal lato est del cortile vicino alla piccola Cappella dedicata all'Angelo Custode. Il viale è scandito sulla sinistra da vasche marmoree nelle quali si riversa il getto musicale dell'acqua proveniente dai sovrastanti mascheroni ed è rinchiuso dal muro in pietra smerlato a larghi “U” sui cui pilastri vigilano busti di dee ed imperatori.
A metà viale si scopre, dietro il muro verde di “laurus nobilis”, il boschetto segreto della fonte dove sgorga per tutto l'anno una piccola sorgente d'acqua purissima. Questa acqua costituisce la metà dell'acqua sorgiva, divisa da tempo immemorabile fra La Pescigola ed il distante Convento Francescano. Forse opera di Felice Adami è pure la realizzazione di un grande spazio rettangolare preceduto da un dolce declivio che si diparte da sotto il viale e che può definirsi teatro di verzura.
Questo verde palcoscenico ha, alle sue spalle, una cavea di alti lecci ed è fronteggiato da un'ampio anfiteatro a prato, luogo ideale per concerti e piccole rappresentazioni teatrali.
La scena muta è già oggi abitata da statue settecentesche che per tre lati bordano il palcoscenico verde.
Il ritrovamento di una completa metà dell'originario impianto del giardino all'italiana ha suscitato nei proprietari il desiderio di riportare alla luce lo scomparso gioiello ed i suoi disegni delle siepi di bosso coi parterre alla francese, colorato oggi con una straordinaria fioritura di narcisi.
|
Seguici anche su:
 |